Il Festival Internazionale Fiato al Brasile nasce da una proficua collaborazione tra il sassofonista italiano Silvio Zalambani (sassofonista e insegnante di Sassofono presso la Scuola di Musica Sarti e presso il Conservatorio Statale di Trapani) e il compositore José Gustavo Julião de Camargo (Compositore laureato in Composizione e Direzione d’Orchestra presso l’Unicamp, assistente direttore dell’ORCHESTRA FILARMONICA USP, consulente di strutturazione musicale, chitarrista e produttore del programma radiofonico Revoredo: il suono della chitarra caipira strumentale, prodotto e trasmesso da Rádio USP. È legato al Dipartimento di Musica della FFCLRP/USP), che insieme hanno ideato uno scambio artistico, pedagogico e culturale tra gli studenti del Dipartimento di Musica della FFLCRP-USP di Ribeirão Preto e la Scuola di Musica Giuseppe Sarti di Faenza. L’idea di questo festival è nata nel 2011, quando Silvio Zalambani ha tenuto un mini-corso di sassofono per gli studenti che suonavano strumenti a fiato nel corso di laurea del Dipartimento di Musica dell’USP a Ribeirão Preto, e si è concretizzata nella prima edizione nel febbraio 2012 nella città di Faenza, in Italia. A questa edizione hanno partecipato cinque studenti del corso di laurea del Dipartimento di Musica, all’epoca collegato all’ECA/USP campus di Ribeirão Preto e attualmente collegato alla FFCLRP/USP, tutti coinvolti con strumenti a fiato e voce che hanno seguito lezioni con insegnanti italiani della Scuola Giuseppe Sarti per una settimana, con vitto e alloggio a carico del Comune di Faenza in collaborazione con l’Associazione dei Gemellaggi, le cui famiglie associate hanno ospitato gli studenti nelle loro case.
Nel 2013 il Festival si amplia con la partecipazione di Cristina Emboaba, direttore dei cori dell’UNESP (Campus di Franca e Jabotiba): per l’occasione vengono creati due cori con gli studenti della Scuola Giuseppe Sarti, uno composto da bambini e uno composto da adolescenti e adulti. Oltre al coro, il compositore José Gustavo Julião de Camargo si è occupato, insieme a Silvio Zalambani, della creazione del repertorio e della presentazione della Big Band Sarti.
Nell’ edizione successiva questi due gruppi si sono rafforzati con l’aumento della partecipazione degli studenti del corso di musica dell’USP e dei laureandi dei corsi dell’UNESP che facevano parte del progetto di estensione Corale dell’UNESP, dei campus di Franca e Jabo-ticabal (SP). Ciò ha permesso, nell’edizione del 2014, la creazione di un coro adulto nel festival formato da questi studenti e dagli allievi degli ultimi livelli della Scuola Giuseppe Sarti e da persone della comunità di Faenza.
Un’altra iniziativa importante è stata la creazione dell’Ensemble di flauti e clarinetti da parte di Rafael Alexandre da Silva Fortaleza (all’epoca laureando in musica presso l’USP, oggi compositore, flautista, laureato in Musica presso l’ECA USP, Master presso la stessa istituzione e dottorando in Composizione presso il PPGMus dell’UFPR) e dal professore di flauto della Scuola Giuseppe Sarti Domenico Banzola (Faenza). Si è quindi instaurata una partnership tra il Dipartimento di Musica dell’USP e la Scuola Giuseppe Sarti, che si è poi estesa ad altre istituzioni e università brasiliane, come l’UNESP (fino al 2015), l’Accademia Libera di Musica e Arti di Ribeirão Preto – ALMA nel 2015 con la partecipazione al festival del professore di tale istituzione Lucas Galon (laureato in Musica presso il Dipartimento di Musica di Ribeirão Preto dell’ECA-USP, attualmente appartenente alla Facoltà di Filosofia, Scienze e Lettere di Ribeirão Preto (FFCLRP-USP); Master in Musicologia presso il Programma di Post-Laurea dell’ECA-USP e Dottorato presso la stessa istituzione, oggi docente USP).
A partire dal 2016, l’Università Statale di Santa Catarina – UDESC è entrata a far parte di questa partnership pedagogica e artistica promossa dal Festival Internazionale Fiato al Brasile, quando Cristina Emboaba è diventata docente a tempo pieno nelle discipline di Pratica di Direzione, Pratica Corale e Pratica d’Ensemble presso il Dipartimento di Musica di questa università a Florianópolis. In questo periodo si è consolidato il gruppo di coordinamento del Festival composto da Silvio Zalambani (fino al 2017, Faenza), Donato D’Antonio (Coordinatore della Scuola di Musica Sarti, Faenza), Martina Drudi (Faenza), Cristina Emboaba (UDESC), José Gustavo Julião de Camargo (USP), Lucas Galon (ALMA), Samuel Pompeo (San Paolo) e Rafael Alexandre da Silva Fortaleza (UFPR), che determinano e scelgono le linee guida pedagogiche e artistiche di ogni edizione del festival. Dal 2016 il Festival ha acquisito anche edizioni in Brasile, con sede presso il Dipartimento di Musica della FFCLRP/USP e con la produzione esecutiva dell’accademia ALMA, alternando così l’organizzazione della struttura del Fiato al Brasile. L’Accademia Livre de Música e Artes di Ribeirão Preto è un’associazione privata senza scopo di lucro costituita nel 2015, sebbene fosse già attiva in via sperimentale nel 2014, che offre corsi gratuiti alla comunità di questa città. Nel 2017 ha creato il centro di formazione musicale per principianti nelle città vicine di São Joaquim da Barra e Guará (SP). Attualmente accoglie studenti provenienti da dieci città circostanti dell’area metropolitana di Ribeirão Preto, di età compresa tra i 6 e i 25 anni e con diversi livelli tecnici. Questa edizione vede la partecipazione di alcune famiglie brasiliane con bambini di 7-11 anni appartenenti al Coro dell’Accademia ALMA. Questi bambini hanno partecipato al concerto del Coro Sarti-ALMA nella Chiesa di Santa Maria Foris Portam.
Nell’edizione brasiliana sono 7 i docenti della Scuola Sarti che hanno lavorato con gli studenti dell’Accademia ALMA, dando loro lezione di strumento, montando concerti con esibizioni individuali, corali e orchestrali e creando una piccola rassegna di concerti in collaborazione coi docenti ALMA e USP. Sempre nel 2016 il festival vede una realizzazione anche in Finlandia, grazie a un incontro con il musicista estone Tauno Saviauk (Conservatorio Municipale di Rauma — Finlandia). Questa espansione non è avvenuta per caso: dalla partecipazione di musicisti italiani e brasiliani – sia di musica da concerto che di jazz e musica popolare brasiliana – alle numerose opere e arrangiamenti composti appositamente per il festival dai suoi collaboratori, il festival non discrimina stili o affiliazioni, ma apprezza la qualità nella diversità.
Nel 2017 entra a far parte, in maniera stabile e continuativa, del corpo docente del festival il sassofonista brasiliano Samuel Pompeo (saxofonista, professore in diverse istituzioni musicali della città di San Paolo, Master presso il programma di specializzazione post-laurea dell’IA Unesp.).
Il Festival è molto cresciuto in questi ultimi due anni, e nel 2017 gli studenti brasiliani ospitati sono 24; FAB2017 vede la realizzazione di una conferenza, 3 incontri/masterclass, 8 concerti. Il focus di questa edizione è sul violoncello, con la partecipazione del docente brasiliano André Micheletti (USP) e di ben 15 allievi violoncellisti provenienti dall’USP di Ribeirao Preto.
Il 2018 è invece l’anno dedicato in primis alla chitarra, ma senza più perdere gli appuntamenti fissi dell’Ensemble Faluti e Clarinetti, della Big Band e dei Cori. Gli studenti brasiliani partecipanti sono 22, i docenti/artisti brasiliani ospiti sono oltre 15, le attività molteplici: 2 conferenze, 11 concerti e 1 masterclass.
Il 2019 vede il focus su un’opera, con un lavoro enorme di arrangiamenti originali a cura dei docenti/artisti brasiliani ospiti. Al Museo Internazionale delle Ceramiche viene presentato “O Grande Circo Mistico” realizzato dall’orchestra Sarti-ALMA-USP-UDESC, dai Cori di Voci bianche Sarti e dal Coro Giovanile-Adulto Sarti-ALMA-UDESC-Jubilate. Gli studenti brasiliani partecipanti sono 12, gli artisti/docenti ospiti 12, i concerti 7.
Nel 2020 l’attenzione viene rivolta alla tradizione indigena più profonda, con la messa in scena del poema “Yanomami”, con musiche composte appositamente per il Festival e realizzate dall’ormai consolidata orchestra Sarti-UDESC-USP-ALMA e dai Cori Sarti-Brasile e Jubilate. Ma non mancano ormai più gli appuntamenti con la Big Band, l’Ensemble Flauti e Clarinetti e i gruppi formati da artisti brasiliani. Gli incontri/master sono 2 e i concerti 8. Pochi giorni dopo la fine del Festival inizierà il lunghissimo lockdown causato dalla pandemia da Covid-19.
Ma il Festival non si ferma neanche col Covid.
Nel febbraio 2021 viene realizzata, da parte di un team di docenti e artisti brasiliani e coordinata da ALMA, una edizione di Fab interamente online, con conferenze e concerti corali, concerti strumentali realizzati con registrazioni professionali a cura di Vitor Zafer e Giacomo Scheda. Tutte le registrazioni, le conferenze e i documenti relativi sono andati in onda nel canale YouTube di ALMA nei giorni 18-19-20- 21-22-23 aprile 2021. Nell’estate del 2021 la Scuola di Musica Sarti decide di realizzare 4 serate dedicate intitolate “Aspettando la decima edizione”, nel quale vengono ripresentati brani brasiliani e italiani da parte dei Cori, un programma dedicato ai Weather Report da parte della Big Band e un Viaggio musicale dall’Europa al Sud America da parte dell’Ensemble Flauti e Clarinetti. Il mini festival si chiude col concerto dello straordinario artista brasiliano Yamandu Costa, a cura di Emilia Romagna Festival in collaborazione con la Scuola di Musica Sarti.
Nel 2022 tornano a Faenza i fondatori del Festival, José Gustavo Julião de Camargo e Cristina Emboaba, che dirigono un concerto al Teatro Masini insieme al Direttore Jacopo Rivani con musiche di Morricone eseguite dall’orchestra Sarti, formata da studenti e docenti della scuola.
Dopo due anni difficilissimi dovuti alla pandemia, nel 2023 il Festival riprende in maniera più incisiva: arrivano a Faenza oltre una quindicina di docenti e artisti brasiliani, ma ancora sono pochi gli allievi, in molti costretti a rinunciare a causa dell’innalzamento dei prezzi dei voli e alle restrizioni dovute ai postumi della pandemia. Il Festival, dedicato al repertorio afro-samba, torna ai numeri precovid come attività, con 10 concerti tra cui l’Ensemble Flauti e Clarinetti, la Big Band col coro di voci bianche, l’Orchestra (formata da allievi Sarti e docenti brasiliani) con i Cori di voci bianche e adulto e vari ensemble misti tra docenti italiani e ospiti brasiliani.
Finalmente, nel 2024, il Festival riprende il percorso lasciato nel 2020, e gli studenti, che tornano ad essere accolti dalle famiglie dell’Associazione Gemellaggi e da famiglie di utenti della scuola Sarti, sono di nuovo più di 15. I concerti realizzati sono 6, le masterclass sono 3 e il tema scelto è Sal da Terra, ovvero le musiche del Sud del Brasile.
Nel 2025 il numero di allievi arriva a 23, con nuove istituzioni coinvolte, come UNICAMP, IFSC, UFRN, i docenti/artisti sono una dozzina e le attività molteplici. Il tema dell’anno è Folia Nordestina, e i concerti riscuotono un successo di pubblico che testimonia quanto Fiato al Brasile sia divenuto un momento atteso ad amato da tutta la città.
Perchè non bisogna dimenticare l’aspetto principale del Festival: la relazione che si instaura nei 7 giorni di febbraio tra famiglie faentine, docenti e studenti della Scuola Sarti e docenti e studenti che provengono ormai da tutto il Brasile è unica, stretta, profonda e ogni anno coinvolge più persone. Tutti i partecipanti hanno sempre apprezzato la dinamica vivace del festival. La particolarità di Fiato al Brasile risiede infatti nella sua proposta artistica che ha tra i suoi obiettivi il connubio tra Arte e Diversità. Fiato al Brasile ha cercato, nel corso delle sue edizioni, di appropriarsi delle possibilità della musica contemporanea ed esporre una produzione attuale con radici profonde in ciò che è stato prodotto nella musica occidentale, valorizzando e legittimando anche le manifestazioni popolari brasiliane e i saperi tradizionali. Fiato al Brasile ha creato una rete di rapporti strettissimi tra persone, musicisti, lavoratori, giovani, bambini, adulti, professori e amatori, che è diventata un tessuto a maglie strettissime e un momento a cui la città non può più rinunciare.